L'opera al nero

L’opera al nero – Marguerite Yourcenar – 1968

La Nigredo, o Opera al nero, è la prima delle fasi dell’Opera Alchemica. Solitamente queste fasi sono tre (nero, bianco, rosso) anche se ne troviamo versioni con un maggior numero di fasi, quasi sempre associate a dei colori.

Il protagonista di questo romanzo storico-filosofico è Zenone, frutto della fantasia e della cultura di Marguerite Yourcenar, ma in realtà commistione di vari alchimisti e filosofi realmente esistiti. Impossibile non sentirvi l’eco di Paracelso e Tommaso Campanella.

Non esiste accomodamento durevole tra coloro che cercano, pensano, analizzano e si onorano di pensare domani diversamente da oggi, e coloro che credono o affermano di credere, e obbligano con la pena di morte i loro simili a fare altrettanto

La vita stessa di Zenone si fa presto opera al nero, affrescata nelle pareti del secolo della Controriforma. Il suo cammino in giro per le Fiandre e per le corti d’Europa è quello di un peregrinus che anche tramite l’errore e lo smarrimento trova la via, ma la sua elevazione e la sua fermezza, anche in un periodo così oscuro, rendono Zenone un personaggio mirabile.

Le vostre età dell’oro sono come Damasco e Costantinopoli: belle a distanza; bisogna camminare per le loro strade per vedervi i lebbrosi e i cani famelici.

L’opera al nero non è il romanzo principale della Yourcenar, più nota per Memorie di Adriano, ma la componente esoterica e della ricerca spirituale ne fanno un’opera matura e conturbante.

Gli sembrava quasi d’aver insultato le infinite possibilità dell’esistenza rinunciando per tanto tempo all’invito del mondo. Il movimento dello spirito che si apre una via in senso inverso alle cose conduceva certamente a sublimi profondità, ma rendeva impossibile l’esercizio che consiste nell’essere.

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