William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_The_Youth_of_Bacchus_(1884)[1]

Le Baccanti – Euripide – 407 BCE

Euripide narra in questo inno al disordine di queste splendide baccanti che rifuggono dalla loro costrizione di cittadine della Polis per fuggire nei boschi e darsi al dionisiaco in un tripudio orgiastico e ferino, comandate da Agave.

Il quadro è di William-Adolphe BouguereauLa giovinezza di Bacco (1884)

le donne ci hanno lasciato vuote le case
per rituali falsi da invasate, brancolano su ai monti
nel profondo dei boschi; sono in adorazione di questo demonio, l’ultima novità,
Dionìso – ‘chiunque egli sia’ -, e ballano.
In mezzo ai loro tiasi le coppe traboccano di vino
E loro se ne stanno acquattate, ciascuna in segreto,
pronte a servire alle voglie dei maschi.
Bella scusa, che loro sono Menadi, che loro sono sacerdotesse esperte!
La verità è che avanti a Bacco mettono Afrodite.

Le Baccanti, in preda alla follia mistica, sollevano dilemmi etici e morali, che lo stesso Euripide sembra dunque voler riproporre in quest’opera viscerale e rivoluzionaria.

Non è sapienza il sapere,
Né andare col pensiero
Oltre l’orizzonte della morte.
Il tempo è breve:
Chi segue l’immenso
Perde l’attimo presente.
Così vivono i pazzi,
Così vivono, per me,
Gli uomini perversi.

Euripide sovverte violentemente l’idea che ci possa essere un Ordine nell’Universo ed esalta le forze oscure del Caos, mostrandole ora affascinanti e seducenti, ora spietate e temibili. L’opera incarna dunque il fallimento del razionale apollineo e l’avvento dell’irrazionale dionisiaco, la contaminazione dell’Oriente sull’Occidente (vedete in tal senso La Nascita della Tragedia di Nietzsche).

La misera testa,
se l’è presa sua madre:
l’ha piantata sulla cima del tirso e la porta in trofeo
giù per il Citerone, come fosse la testa di un leone montano.
Ora ha lasciato le sorelle tra i cori delle Menadi
e lei, fiera di questa preda disgraziata,
avanza verso le nostre mura e invoca Bacco,
suo alleato, suo compagno di caccia, il grande vincitore:
e a lui porta il trofeo di una vittoria fatta di lacrime.

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