I fiori del male – Charles Baudelaire – 1857

I fiori del male, originariamente Les Fleurs du Mal, si sarebbe dovuto intitolare Les lesbiennes (Le lesbiche), poiché Baudelaire amava titoli che fossero come “petardi”:

“j’aime les titres mystérieux ou les titres pétards”

“amo i titoli misteriosi o i titoli petardi”

Ma questo cambiamento del titolo non gli bastò a passare la censura, che eliminò sei poesie e costrinse Baudelaire e il suo editore al pagamento di una multa.

Per chi se lo stesse chiedendo le sei poesie in questione sono “I gioielli” , “Il Lete” , “A quella che è troppo gaia” , “Lesbo” , “Femmine dannate” , “Le Metamorfosi del vampiro”.

Simbolista e precursore del decatentismo, scrisse questi versi carichi d’erotismo e morte con furore e pazienza (parole sue in una lettera di presentazione dell’opera).

Il flacone

Ci son profumi forti per cui ogni materia
è porosa. Penetrano, diresti, anche il vetro.
Aprendo un cofanetto venuto dall’Oriente
con serratura che cigola e resiste stridente,
o, in una casa vuota, un qualche armadio, cupo
e polveroso, pieno dell’acre odore del tempo,
a volte trovi un vecchio flacone, che ricorda,
da dove sgorga viva un’anima, che torna.
Mille pensieri dormivano, crisalidi funebri,
fremendo dolcemente nelle spesse tenebre,
e liberando le ali prendono il loro volo,
tinti d’azzurro, brillanti di rosa, listati d’oro.
Ecco il ricordo che volteggia nella caligine
inebriante; gli occhi si chiudono, Vertigine
afferra l’anima vinta e la spinge a due mani
nell’abisso oscurato dai miasmi umani;
l’abbatte ai bordi d’un abisso millenario,
ove Lazzaro maleodorante lacera il sudario,
si muove nel risveglio il cadavere spettrale
d’un vecchio amore rancido, splendido e sepolcrale.
Così quando sarò perduto nel ricordo
umano, nell’angolo d’un sinistro armadio
buttato là, io, vecchio flacone desolato,
decrepito, polveroso, sporco, abietto, crettato,
viscoso, ti farò da bara, amabile pestilenza!
Testimone di tua forza e di tua virulenza,
veleno caro, preparato dagli angeli! Liquore
che mi corrode, vita e morte del mio cuore.

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline – 1932

Con Viaggio al termine della notte (titolo originale: Voyage au bout de la nuit) iniziamo il nostro cammino nella letteratura. Infatti questo capolavoro eversivo della letteratura francese del ‘900, scritto nel periodo tra le due guerre, contiene una carica anarcoide e dissacrante che non può non travolgerci.

 Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli.

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